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Edizione del 15/09/2026 Rivista indipendente Terni, Umbria

Grano e Territorio

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Cavallo e Forno

I mangimi per cavalli come si scelgono

Fabbisogni, ingredienti ed etichette dei mangimi per cavalli: guida pratica per scegliere prodotti sicuri adatti a età, attività e salute del cavallo.

La redazione di Grano e TerritorioPubblicato il Lettura 6 min

Mangimi per cavalli: foraggi, cereali e integrazione scelti con criterio e sicurezza
Mangimi per cavalli: foraggi, cereali e integrazione scelti con criterio e sicurezza

Se tieni un cavallo in scuderia o in un piccolo fondo, questa guida ti aiuta a scegliere tra foraggi e mangimi confezionati leggendo ingredienti e dosi con criteri pratici. La risposta breve è che il mangime concentra in poco volume molti principi nutritivi, mentre la razione va sempre adattata all'età, al tipo di animale e alle esigenze di ogni razza.

Cosa distingue un mangime dal foraggio in senso lato

Nel linguaggio zootecnico il mangime, chiamato anche becchime, indica una sostanza usata per nutrire il bestiame e, in senso più ampio, gli animali. Rispetto al foraggio inteso in senso lato, la differenza sta nella densità: a parità di volume, il mangime racchiude una quantità elevata di principi nutritivi. Per te che guardi una balla di fieno e un sacco di miscela, il confronto è concreto. Il fieno occupa spazio e si distribuisce con la forca, la miscela si pesa con il secchio e in chili. Proprio per questa concentrazione, la scelta non si fa a occhio ma si ragiona su cosa manca alla base foraggera e su quanto lavoro fa il cavallo durante la settimana.

Perché proteine e minerali cambiano la razione

Di solito il mangime per il bestiame è ricco di proteine, carboidrati, grassi, sali minerali e vitamine. Tu non devi ricordare formule biochimiche, ti basta tenere questo schema quando leggi un cartellino. I carboidrati e i grassi portano energia, le proteine sostengono muscoli e sviluppo, i sali minerali e le vitamine completano il quadro. La razione giornaliera viene adeguata non solo al tipo di animale e all'età dello stesso, ma anche alle esigenze produttive delle singole specie e razze. Un puledro in crescita, una fattrice e un cavallo adulto al lavoro leggero non ricevono la stessa razione, anche se il fieno di partenza sembra uguale.

Quali ingredienti puoi trovare nel sacco

Quando apri la composizione trovi famiglie diverse, e riconoscerle ti aiuta a capire cosa stai comprando. La pagina elenca foraggi verdi o secchi come fieno e insilati, poi radici, tuberi, semi o frutti vari come fave, lupini, orzo, castagne, carrube e ghiande. Seguono i sottoprodotti dei cereali come pule, crusche e stocchi di mais, i sottoprodotti dello zucchero come melassa e polpa di barbabietola, e i sottoprodotti di carni o di pesce. Se vivi vicino a campi e molini, molti nomi ti suonano familiari perché appartengono alla stessa filiera del pane. La redazione di Grano e Territorio racconta spesso questo legame tra campo e mangiatoia, come nella pagina sulla dieta del cavallo tra foraggi, fieno e integrazione dove il fieno resta il punto di partenza.

Come è fatto un concentrato per animali in allevamento

Il mangime cosiddetto concentrato è costituito da miscele di cereali, legumi e altri mangimi semplici, che forniscono all'animale in allevamento un elevato livello nutritivo in termini di energia, proteine e altri elementi nutritivi. Puoi confrontare queste voci con la voce dedicata al mangime che raccoglie definizioni e composizione usate in zootecnia. Indicativamente un mangime concentrato contiene farine di cereali dal 30 all'80 per cento, farine di legumi dal 10 al 20 per cento, integratori minerali e vitaminici da 30 a 40 grammi per chilo e diversi sottoprodotti delle industrie molitorie e degli zuccherifici. Questi intervalli ti servono a leggere le proporzioni senza pretendere una ricetta fissa, perché ogni formula cambia secondo disponibilità e obiettivo nutritivo.

Cosa sono i nuclei ad alto contenuto proteico

Tra i mangimi particolari ci sono i cosiddetti nuclei ad alto contenuto proteico, minerale e vitaminico, usati dagli allevamenti in grado di produrre in azienda i cereali. Il testo indica per questi nuclei soia dal 50 all'80 per cento e integratore dal 15 al 20 per cento. Per te che acquisti e non produci cereali in casa, il messaggio è semplice: il nucleo non è un pasto completo ma una base concentrata da miscelare con i cereali aziendali. Questi prodotti concentrati vengono solitamente realizzati da industrie apposite denominate industrie mangimistiche. Tu li riconosci perché il cartellino dichiara percentuali strette e dosi precise di inclusione, e perché il prezzo a chilo riflette quella densità.

Perché il carro miscelatore interessa anche chi ha cavalli

Particolarmente diffusa negli allevamenti bovini da carne è la tecnica del piatto unico, chiamata unifeed, che si avvale di carri miscelatori in cui i vari mangimi semplici sono introdotti contemporaneamente, mescolati e somministrati direttamente nella mangiatoia. Parliamo di farine di cereali e di legumi, foraggi, sottoprodotti e integratori trattati insieme, con i vantaggi di semplificare la somministrazione e di uniformare l'assunzione da parte degli animali. Tu difficilmente userai un carro in una piccola scuderia, ma il principio ti riguarda. Mescolare prima e distribuire dopo riduce la scelta dei bocconi, limita gli sprechi e rende ogni porzione più uniforme. Se gestisci due o tre cavalli, puoi applicare la stessa logica con la pesa, il secchio graduato e tempi regolari.

Quali piante foraggere riconoscere nei prati da fieno?

Le tipologie elencate ti aiutano a capire cosa cresce nei prati e cosa finisce nella balla. Tra le leguminose trovi erba medica, trifoglio violetto, trifoglio bianco, trifoglio alessandrino, trifoglio persiano e trifoglio incarnato, oltre a lupinella e ginestrino. Tra le graminacee trovi erba mazzolina, festuca dei prati, festuca arundinacea e festuca rossa, poi loglio westerwoldico, loglio italico, loglio ibrido e loglio inglese, poa dei prati, coda di topo, coda di volpe, erba altissima, avena bionda, agrostidi, coda di cane e bromo di Sitka. Non devi impararle tutte a memoria. Ti basta chiedere al fornitore quali specie dominano il taglio e osservare foglia, stelo e profumo, perché da quel miscuglio dipende quanta integrazione servirà dopo.

Come leggere avena, segale e crucifere da sfalcio?

Accanto ai prati stabili, la pagina segnala le colture intercalari da sfalcio come avena, segale e crucifere. Sono colture che occupano il terreno tra due colture principali e vengono falciate per alimentare gli animali. Per te che compri fieno nel territorio umbro intorno a Terni, questa voce spiega perché un taglio primaverile può cambiare da un anno all'altro a seconda delle semine e del clima. L'avena da sfalcio dà fibra appetibile, la segale da sfalcio va valutata allo stadio giusto di taglio, le crucifere da sfalcio portano diversità botanica. Chiedi sempre l'anno di taglio, il numero dello sfalcio e il luogo di provenienza, poi adatta la miscela concentrata di conseguenza invece di aumentare le dosi in modo automatico.

Come comporre la ciotola senza sprechi

Parti dal fieno, aggiungi acqua pulita e movimento quotidiano, poi inserisci il concentrato solo se serve energia o proteine che il foraggio non copre. Pesa il fieno per alcuni giorni, annota lo stato del mantello e la vivacità al lavoro, e confronta il cartellino con le famiglie viste sopra: cereali e legumi per energia e proteine, melassa e polpa di barbabietola tra i sottoprodotti dello zucchero, pule e crusche tra i sottoprodotti molitori, integratori minerali e vitaminici nelle dosi da 30 a 40 grammi per chilo nei concentrati. Conserva i sacchi in luogo fresco e asciutto, chiudi bene dopo l'uso e non passare da una formula all'altra in un solo pasto. Per collocare la scelta nella filiera tra stalla e forno, leggi anche la pagina su cavallo e forno tra mangimi, dieta e pane e porta al rivenditore la foto del cartellino con il peso vivo e le ore di lavoro del tuo cavallo.